Yoga in estate!

Continuano i corsi di yoga nel mese di luglio nei seguenti orari:

Lunedì 18.15-19.30
Giovedì 17.00-18.15
Casalecchio, accanto al Parco Talon

Martedì 9.00-10.15 via d’Azeglio 35 Bologna
18.30-19.45 piazza S. Stefano 15.

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348/1202025

La danza espressiva

E’ una metodologia pedagogica rivolta a bambini e adolescenti che si basa sulla libera espressione e su un approccio creativo al movimento. La dimensione del gioco è l’aspetto fondamentale poiché consente al bambino di abbandonarsi alla scoperta del suo corpo in maniera libera e spontanea, al di là di strutture e passi codificati e al di là del giudizio. Si aprono per lui, infinite possibilità di movimento in relazione allo spazio, che può essere abitato in modi diversi e che generare storie diverse.

Sin dall’infanzia la danza è quasi naturale nei bambini, in modo spontaneo loro esplorano lo spazio con tutto il corpo: a gattoni, strisciando, facendo dei salti, arrampicandosi, afferrando, questa spontaneità è la base attraverso cui imparare a conoscere il corpo e a riconoscere le emozioni. Il bambino è invitato ad esplorare attraverso l’incoraggiamento dell’educatore alla fantasia: attraverso storie ispirate ai temi della natura, degli animali, colori, suoni e ritmi della musica. Queste storie e le emozioni che suscitano, prendono vita nel corpo attraverso la danza creando un’immediatezza espressiva, non filtrata dalle parole. Si creano così occasioni di condivisione e benessere spontanei, sia motori che intellettivi che facilitano e integrano l’apprendimento: non si comprende solo con il pensiero ma anche con il corpo.

Il ruolo dell’educatore
L’educatore della danza espressiva non cerca di insegnare una tecnica codificata, non ci sono parametri di “giusto” o “sbagliato”, né canoni di “bello” o “brutto”, piuttosto egli crea le condizioni per il bambino di esplorare e sperimentarsi in libertà in maniere serena. Questo processo è sostenuto dall’incoraggiamento allo sviluppo del talento del singolo attraverso l’osservazione di ciò che accade spontaneamente. Non ci sono coreografie confezionate, le danze emergono sempre dalle improvvisazioni dei bambini che vengono guidati a riconoscere il valore del proprio modo di sentire e interpretare le emozioni, la realtà e la fantasia. 

Un altro aspetto fondamentale è l’auto osservazione a cui il bambino viene istruito fin da piccolo e all’osservazione dell’altro da sé. Per quanto riguarda l’aspetto creativo, il bambino si avvale della tecnica dell’improvvisazione: l’educatore dà qualche elemento, un tracciato che può essere di vario genere: dall’esplorazione di un ritmo musicale, all’elaborazione di un’emozione, ad un aspetto prettamente cinestetico, sul quale il bambino può spaziare autonomamente. Questo permette un’immersione e un coinvolgimento tale da condurre il bambino a sviluppare la concentrazione poiché i suggerimenti dell’insegnante sono finalizzati ad un compito da realizzare (per esempio creare un pattern di movimenti, o giochi di riconoscimento-mimo). L’elemento della spontaneità non è da sottovalutare perché stimola il bambino a sviluppare l’interesse e la motivazione poiché parte da sé stesso sorprendendosi di ciò che trova. L’apprendimento si avvale quindi della scoperta e della sorpresa, in questo modo il bambino è il principale protagonista del processo, è coinvolto e si sperimenta in prima persona.

L’osservazione e l’autenticità
Attraverso l’improvvisazione, il bambino fin da piccolo è guidato a creare, quindi a prendere parte attiva nel processo di scoperta e conoscenza di sé. Per mezzo della relazione con l’altro inoltre può confrontarsi e capire fin da piccolo il valore della diversità. Ognuno ha il proprio talento e la propria lettura del mondo, la propria, unica capacità di sentire. Il confronto e la relazione con l’altro nel contesto creato dall’educatore, al di là delle categorie di giudizio e canoni estetici, direziona il percorso educativo-espressivo nella ricerca dell’autenticità. Una danza non dev’essere bella, dev’essere vera. Deve partire dall’autentico vissuto del bambino, dalla sua esperienza nel corpo e in ultimo dalla sua urgenza espressiva. Da qui poi il lavoro si apre ad una conoscenza più approfondita che potrà essere esplorata man mano che il bambino cresce, nel percorso del laboratorio filosofico e della meditazione.

Una lezione tipo
Si inizia con la proposta di giochi ed esercizi in cui il bambino è introdotto agli elementi base della motricità, sarà guidato un riscaldamento in cui vengono proposti esercizi base di danza e yoga, es. gli animali: posture statiche o dinamiche che imitano le movenze animali; Si sviluppa in una seconda parte più dinamica dedicata alla danza e all’improvvisazione esplorando lo spazio, es. il gioco dei livelli: rotolamenti a terra, movimenti a gattoni e in piedi e con percorsi di movimento libero supportati dall’uso delle immagini, dall’ascolto musicale e/o dagli oggetti; Si conclude con il rilassamento, esercizi di respiro e/o di manipolazione del corpo dell’altro: come una marionetta, come uno strumento musicale, come un oggetto in cui scoprire gli snodi,.. parte fondamentale in cui si sperimenta il contatto con l’altro e si prende confidenza con la struttura corporea.

Riepilogo degli obiettivi
Avvicinare alla consapevolezza corporea e ai principi base della motricità. Attraverso il gioco e i momenti d’improvvisazione, il bambino abita uno spazio di benessere e libertà nuovo in cui vivere l’esperienza di apprendimento. Comincia a visualizzare le parti del corpo, la sua struttura, le possibilità che ha di muoversi, al di là di quelle usuali. Inizia a capire il valore della coordinazione, imparando progressivamente ad organizzarsi in funzione del movimento. Sperimenta, ricerca le possibilità cinetiche, impara ad usare diverse coordinate di riferimento e livelli, sfruttando la terra come supporto per spostarsi da un lato all’altro della stanza, strisciando come un serpente o rotolando come una pietra da una collina. Inventa combinazioni dinamiche per esplorare il mondo a testa in giù, trasformandosi in una cavalletta o in forme geometriche.

Fornire gli elementi base sulla relazione con lo spazio. Il movimento si agisce tra lo spazio personale e lo spazio dell’altro, come occupare lo spazio? Verrà data particolare importanza all’apprendimento della facoltà di “ascoltare” questa relazione. Lo spazio diventa lo scenario di avventure, si anima e colora di elementi che suscitano una storia narrata dal movimento. Uno spazio dedicato all’esplorazione, in cui rotolarsi strisciare, diventare animali o acqua che scorre, in cui il corpo assume forme diverse e nascono danze. Lo spazio è abitato da altri animali, corpi che danzano, come mi relaziono a loro? Il rispetto dello spazio degli altri e lo spazio condivisibile.

Imparare a riconoscere e a sviluppare il ritmo. Quello interno del respiro, quello del gruppo e quello della musica, come questi si combinano insieme alla danza. Un ritmo può avere una tonalità, un’intensità, può veicolare sensazioni ed emozioni, può dare luogo ad una danza scatenata o trasportarci in una giungla. Ed è il ritmo che genera la danza o la danza che si adegua al ritmo? Come interpretare la musica e come rendere una pausa? Il corpo si congela e resta sospeso oppure si culla tra le note di un pianoforte, rimbalza al suono di una chitarra o si dimena a quello di un tamburo.

Sviluppare la memoria e la capacità di imitazione. Gli esercizi saranno ripetuti in ciascuna lezione, seppur subendo variazioni e arricchimenti, in modo da favorirne l’apprendimento e la memoria. È importante che i bambini imparino a riconoscere le posizioni e i giochi proposti, questo allena l’intelligenza corporea e la capacità di discernimento. Inoltre è fondamentale per stimolare alla precisione nell’osservazione, comprendendo che il linguaggio della danza, nonostante la libertà espressiva, richiede un codice come qualunque altro linguaggio che ne consente la comprensibilità e la funzionalità. Questo conferisce rigore alla pratica, un ritmo e una struttura di riferimento che delimita i confini tra gioco e lavoro.

Incoraggiare alla creativitàImprovvisando, inventando figure, immagini, dandogli voce con le movenze, tutto può prendere forma, tutto diventa possibile. La danza così intesa, libera dalle strutture del senso e dà spazio all’interiorità, alla fantasia, nutrendo la componente espressiva del bambino che non deve possedere un particolare talento per poter danzare. Incoraggiare alla creatività genera fiducia in sé stessi, poiché i bambini si sentono liberi e dunque capaci di sperimentare autonomamente. Inoltre produce un momento di benessere in cui perdersi nel gioco e insieme imparare.

Accrescere l’autostima e la fiducia in sé e nell’altroAcquisendo una maggiore familiarità col proprio corpo, i bambini migliorano il rapporto con loro stessi. Inoltre i momenti di libertà espressiva con il gruppo, rappresentano uno spazio di condivisione e di esperienza che consolida il senso di appartenenza e la fiducia nell’altro. L’importanza della libera espressione attraverso la danza sta proprio nel fatto che ogni danza porta con sé l’intimo di ciascuno e quest’immediatezza comunica senza filtri e avvicina. Nei momenti di improvvisazione ciascuno può osservare e riconoscersi nell’altro, compartecipando all’esperienza espressiva e raccontando qualcosa di suo.

Laboratori attivi di danza espressiva
Dal 25 settembre 2017 lunedì 17.30-19.00 (6-11 anni) presso Associazione Rosencrantz&Guildenstern.
Dal 2 ottobre 2017 venerdì 17.00-18.15 (3-6 anni) presso Centro Soma.

Sede dei corsi:
Associazione Rosencrantz&Guildenstern, via G. Dagnini, 16/2 – Bologna
Centro Soma, Piazza Santo Stefano, 15 – Bologna
Info e prenotazioni:
348/12020025

www.educazionecreativa.it