L’assoluto ha il tuo nome

Mi prende ora la morsa tra gola, stomaco e cuore
e c’è una specie di pudore
che mi impedisce di
 dirmi cosa sia
e
 di urlarlo al mondo.

Ma a te, a te lo direi.

Mi unirei in questo sogno di passione
in cui mi dimentico di me
pe
r un unirmi anche solo un istante
a
 quel Tutto in cui non c’è più agonia.

Probabilmente questo farò
nell’ultimo spiraglio di speranza,
prima del morire
la mia anima 
si era già ricongiunta con la tua.

Eravamo ancora due,
ma due in una fusione d’anime.
Nei tuoi occhi vedevo tutto il mondo
tr
ascorrere in un attimo e in quell’attimo
passare in rassegna le impressioni di una vita.

Qualcosa in me mi dice che è sbagliato,
che la verità non è questa,
le rassomiglia così bene,
che la sola idea di unire il mio corpo con il tuo
mi sa di appagamento e di speranza.

Anche l’unione sarà solo un breve istante
dal sapore d’infinità,
ma varrà la pena ancora e ancora,
come un fuoco che arde e brucia via le ceneri del dolore.

Questo amore per te vive dell’inappagamento,
non ha la forza della distanza e così patisce
e si rinfranca nella vicinanza della fantasia.

Ma come duole il mio cuore adesso
dell’immagine perduta nei tuoi occhi
dentro ai quali ho cercato
di poter ritrovare me stessa.

Dell’amore che si sprigiona tra la nostra pelle,
consumata eppure fresca 
di gioventù,
io mi rammarico
 e vivo in questa mancanza
che non rinfresca la
 sua sete di bellezza.

Non mi resta che il grigiore di questo alone di solitudine
che sempre mio compagno,
mi guarda in silenzio.

Penso al mio cuore che da solo non basta,
cos’altro mi aspetta dalle ceneri di me stessa?
La rinascita ancora cercandoti senza mai trovarti?

chi sei tu?

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