Respiro

Che qualcuno confermi
che sta proprio accadendo
tutto questo!

Dal sibilo dell’esistenza,
canterei
forse poco più forte,
del tempo morto.
Io potrei legittimare questo grido
allo strepitio dell’anima.

Ringraziare il non so
che mi dà pane per vivere.
Proprio quando non ho più altro,
mi ricorda che
nel niente,
c’è l’eternità che divampa.

Proprio nella minaccia che toglie,
mi sorprende
un tappeto di foglie
che attenua
lo scalpitio dei miei passi.

Per essere fedele all’assurdità
dovrei limitarmi ai granelli più semplici,
perché proprio nella minima differenza,
giace la grandezza del tutto.

Ancora respiro e sciacquo il viso
che sporcandosi
mi dà la terra sotto i piedi.

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